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Oratorio Beato Pier Giorgio Frassati

 

Vivere senza una fede,

senza un patrimonio da difendere,

senza sostenere in una lotta continua la Verità

non è vivere... ma vivacchiare!

Beato Pier Giorgio Frassati

Via Marconi, 4

60020 Polverigi (AN)

+39 071-906046
info@oratoriobeatopiergiorgiofrassati.it

C.F. 93118260426

Dove siamo

Tour Virtuale oratorio e chiesa

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In Primo Piano

Auguri a tutti i bambini

che domenica 20 maggio hanno ricevuto la loro

Prima Comunione!

Seguendo le parole del nostro Arcivescovo ("la comunità parrocchiale deve farsi grembo per la crescita dei propri bambini e ragazzi!"), continuiamo a seguirli, perciò, con la nostra preghiera, affinché crescano alimentati da Gesù che si è fatto pane per loro (e per noi).

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Catechismo 2011-12
 

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Animazione - programma 2011-12

Giotto

Ascensione

Padova, Cappella degli Scrovegni
 

 

Ascensione del Signore

 

“Uomini di Galilea,
perché fissate nel cielo lo sguardo?
Come l’avete visto salire al cielo,
così il Signore ritornerà”. Alleluia. (At 1,11)

 

Parrocchia Sant'Antonino Martire

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La Sacra Sindone

BEATIFICAZIONE DI PAPA WOJTYLA

Dissi ai giovani in quella occasione di “non appiattirsi nella mediocrità”, di “non vivere solo a metà”, ma di “prendere nelle loro mani la propria vita”, per “farne un autentico e personale capolavoro”.

[Giovanni Paolo II Cagliari - Domenica, 20 ottobre 1985]

Apertura Progetto di

Solidarietà Polverigi 2012

 

 

PRESENTAZIONE DI

 

 

 PADRE STEFANO CORONESE

 

 

(FRATI CAPPUCCINI - LORETO)

 

 

 

Sabato 19 novembre 2011 alle ore 16,00 nella chiesa parrocchiale di Polverigi, è stato presentato il Progetto di Solidarietà Polverigi 2012, promosso dall’Oratorio Beato Piergiorgio Frassati e giunto ormai alla settima edizione, che quest’anno sarà in collaborazione con i Frati Cappuccini Missioni Estere di Loreto.

San Bernardino da Siena Sacerdote

(20 maggio)

Canonizzato nel 1450, cioè a soli sei anni dalla morte, era nato nel 1380 a Massa Marittima, dalla nobile famiglia senese degli Albizzeschi. Rimasto orfano dei genitori in giovane età fu allevato a Siena da due zie. Frequentò lo Studio senese fino a ventidue anni, quando vestì l'abito francescano. In seno all'ordine divenne uno dei principali propugnatori della riforma dei francescani osservanti. Banditore della devozione al santo nome di Gesù, ne faceva incidere il monogramma «YHS» su tavolette di legno, che dava a baciare al pubblico al termine delle prediche. Stenografati con un metodo di sua invenzione da un discepolo, i discorsi in volgare di Bernardino sono giunte fino a noi. Aveva parole durissime per quanti «rinnegano Iddio per un capo d'aglio» e per «le belve dalle zanne lunghe che rodono le ossa del povero». Anche dopo la sua morte, avvenuta alla città dell'Aquila, nel 1444, Bernardino continuò la sua opera di pacificazione. Era infatti giunto morente in questa città e non poté tenervi il corso di prediche che si era prefisso. Persistendo le lotte tra le opposte fazioni, il suo corpo dentro la bara cominciò a versare sangue e il flusso si arrestò soltanto quando i cittadini dell'Aquila si rappacificarono. (Avvenire)

 

Il trigramma del Nome di Gesù
Affinché la sua predicazione non fosse dimenticata facilmente, Bernardino con profondo intuito psicologico, la riassumeva nella devozione al Nome di Gesù e per questo inventò un simbolo dai colori vivaci che veniva posto in tutti i locali pubblici e privati, sostituendo blasoni e stemmi delle famiglie e delle varie corporazioni spesso in lotta tra loro.

Il trigramma del nome di Gesù, divenne un emblema celebre e diffuso in ogni luogo, sulla facciata del Palazzo Pubblico di Siena campeggia enorme e solenne, opera dell’orafo senese Tuccio di Sano e di suo figlio Pietro, ma lo si ritrova in ogni posto dove Bernardino e i suoi discepoli abbiano predicato o soggiornato.
Qualche volta il trigramma figurava sugli stendardi che precedevano Bernardino, quando arrivava in una nuova città per predicare e sulle tavolette di legno che il santo francescano poggiava sull’altare, dove celebrava la Messa prima dell’attesa omelia, e con la tavoletta al termine benediceva i fedeli.

link utili

Compagnia Tipi Loschi

Diocesi Ancona

Oratori Diocesi Ancona

Forum Oratori Italiani

Giovani

Centro Sportivo Italiano

Azione Cattolica Diocesana

Missionari Saveriani

Scout Agugliano

Caritas Diocesana

Comune di Polverigi

Mediateca Giamagli
Banda Polverigi

Tris Volley

Sige Basket

Usap

AVIS
Protezione Civile

Centro Famiglie Camerano

Il "KIT MALARIA" è a favore della popolazione del Benin un piccolo stato dell’Africa occidentale situato nel golfo di Guinea (recentemente visitato da Papa Benedetto XVI - relazione viaggio apostolico), l'intero Paese è colpito dalla malaria, le statistiche indicano che questa malattia sta causando stragi in tutte le regioni, i più vulnerabili sono i minori di cinque anni e le donne incinte.

(relazione consegna salvadanai)

 

In occasione di tale consegna è stata anche comunicata la cifra del precedente Progetto Solidarietà 2011 ed i ringraziamenti dei Missionari Saveriani. È stata raccolta la somma di euro 4.992,53 che sarà destinata alla popolazione del Congo, da anni martoriata da una sanguinosa guerra civile; tutta la Comunità di Polverigi si augura che l’ottimo risultato del Progetto possa alleviare un poco le sofferenze di quel popolo. Ancora una volta un caloroso e sentito ringraziamento a tutti i bambini e ragazzi, alle loro famiglie, agli animatori, ai catechisti, agli esercizi commerciali e alle Associazioni e Istituzioni di Polverigi (Amministrazione Comunale, Asilo Lesti, Associazione Calcistica Usap, Centro Sociale l’Iniziativa di Rustico, Corpo Bandistico Cittadino, Gruppo Ciclistico Sige, Pro Loco, Sezione Avis, Sige Basket, Tris Volley).

Il trigramma fu disegnato da Bernardino stesso, per questo è considerato patrono dei pubblicitari; il simbolo consiste in un sole raggiante in campo azzurro, sopra vi sono le lettere IHS che sono le prime tre del nome Gesù in greco (ma si sono date anche altre spiegazioni, come l’abbreviazione di “In Hoc Signo (vinces)”, il motto costantiniano, oppure di “Iesus Hominum Salvator”.
Ad ogni elemento del simbolo, Bernardino applicò un significato; il sole centrale è chiara allusione a Cristo che dà la vita come fa il sole, e suggerisce l’idea dell’irradiarsi della Carità.
Il calore del sole è diffuso dai raggi, ed ecco allora i dodici raggi serpeggianti cioè i dodici Apostoli e poi da otto raggi diretti che rappresentano le beatitudini; la fascia che circonda il sole rappresenta la felicità dei beati che non ha termine, il celeste dello sfondo è simbolo della fede; l’oro dell’amore.
Bernardino allungò anche l’asta sinistra dell’H, tagliandola in alto per farne una croce, in alcuni casi la croce è poggiata sulla linea mediana dell’H.
Il significato mistico dei raggi serpeggianti era espresso in una litania: 1° rifugio dei penitenti; 2° vessillo dei combattenti; 3° rimedio degli infermi; 4° conforto dei sofferenti; 5° onore dei credenti; 6° gioia dei predicanti; 7° merito degli operanti; 8° aiuto dei deficienti; 9° sospiro dei meditanti; 10° suffragio degli oranti; 11° gusto dei contemplanti; 12° gloria dei trionfanti.
Tutto il simbolo è circondato da una cerchia esterna con le parole in latino tratte dalla Lettera ai Filippesi di San Paolo: “Nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi, sia degli esseri celesti, che dei terrestri e degli inferi”.
Il trigramma bernardiniano ebbe un gran successo, diffondendosi in tutta Europa, anche s. Giovanna d’Arco volle ricamarlo sul suo stendardo e più tardi fu adottato anche dai Gesuiti.
Diceva s. Bernardino: “Questa è mia intenzione, di rinnovare e chiarificare il nome di Gesù, come fu nella primitiva Chiesa”, spiegando che, mentre la croce evocava la Passione di Cristo, il suo nome rammentava ogni aspetto della sua vita, la povertà del presepio, la modesta bottega di falegname, la penitenza nel deserto, i miracoli della carità divina, la sofferenza sul Calvario, il trionfo della Resurrezione e dell’Ascensione.
In effetti ribadiva la devozione già presente in san Paolo e durante il Medioevo in alcuni Dottori della Chiesa e in s. Francesco d’Assisi, inoltre tale devozione era praticata in tutto il Senese, pochi decenni prima dai Gesuati, congregazione religiosa fondata nel 1360 dal senese beato Giovanni Colombini, dedita all’assistenza degli infermi e così detti per il loro ripetere frequente del nome di Gesù.
Quindi la novità di s. Bernardino fu di offrire come oggetto di devozione le iniziali del nome di Gesù, attorniato da efficaci simbolismi, secondo il gusto dell’epoca, amante di stemmi, armi, simboli.
L’uso del trigramma, comunque gli procurò accuse di eresie e idolatria, specie dagli Agostiniani e Domenicani, e Bernardino da Siena subì ben tre processi, nel 1426, 1431, e 1438, dove il francescano poté dimostrare la sua limpida ortodossia, venendo ogni volta assolto con il favore speciale di papa Eugenio IV, che lo definì “il più illustre predicatore e il più irreprensibile maestro, fra tutti quelli che al presente evangelizzano i popoli in Italia e fuori”.

GrEst 2007-11

             

 

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