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News dalla... Parrocchia
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Messa di Natale in San PietroL'omelia di Benedetto XVI: "Oggi il Natale è diventato una festa dei negozi, il cui luccichio abbagliante nasconde il mistero dell'umiltà di Dio, la quale ci invita all'umiltà e alla semplicità".E poi: "In questo nostro tempo, in questo nostro mondo, fà che i bastoni dell'aguzzino, i mantelli intrisi di sangue e gli stivali rimbombanti dei soldati vengano bruciati". Ratzinger ha invitato a pregare anche per i migranti [leggi l'omelia completa]ROMA - Benedetto XVI è entrato nella basilica di San Pietro, dove questa sera celebra la messa della notte di Natale. Il Papa ha fatto ingresso nella navata in processione trasportato, come avviene da qualche tempo, sulla "pedana mobile", dispositivo che gli evita la fatica del percorso a piedi e anche possibili aggressioni come quella avvenuta due anni or sono, proprio la notte di Natale, da parte dell'italo-svizzera Susanna Maiolo. Questa sera il Papa ha concelebrato la messa con 30 cardinali. A mezzogiorno, affacciandosi dalla loggia centrale della basilica, rivolgerà il tradizionale messaggio natalizio e impartirà la benedizione "Urbi et Orbi". Vestito con i paramenti dorati delle occasioni più solenni, il Pontefice, acclamato dalla folla che gremisce la basilica, ha percorso la navata benedicendo i presenti. Quindi, sceso dalla "pedana mobile", è salito all'altare della Confessione per dare inizio alla liturgia.
"Oggi il Natale è diventato una festa
dei negozi, il cui luccichio abbagliante nasconde il
mistero dell'umiltà di Dio, la quale ci invita
all'umiltà e alla semplicità". E' il monito pronunciato
dal Papa durante la messa di Natale in San Pietro.
"Preghiamo il Signore di aiutarci ad attraversare con lo
sguardo le facciate luccicanti di questo tempo - ha
aggiunto - fino a trovare dietro di esse il bambino
nella stalla di Betlemme, per scoprire così la vera
gioia e la vera luce".
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Catechesi di Benedetto XVI sulla Commemorazione dei Defunti Cari fratelli e sorelle! Dopo avere celebrato la Solennità di Tutti i Santi, la Chiesa ci invita oggi a commemorare tutti i fedeli defunti, a volgere il nostro sguardo a tanti volti che ci hanno preceduto e che hanno concluso il cammino terreno. Nell’Udienza di questo giorno, allora, vorrei proporvi alcuni semplici pensieri sulla realtà della morte, che per noi cristiani è illuminata dalla Risurrezione di Cristo, e per rinnovare la nostra fede nella vita eterna. Come già dicevo ieri all’Angelus, in questi giorni ci si reca al cimitero per pregare per le persone care che ci hanno lasciato, quasi un andare a visitarle per esprimere loro, ancora una volta, il nostro affetto, per sentirle ancora vicine, ricordando anche, in questo modo, un articolo del Credo: nella comunione dei santi c’è uno stretto legame tra noi che camminiamo ancora su questa terra e tanti fratelli e sorelle che hanno già raggiunto l’eternità. Da sempre l’uomo si è preoccupato dei suoi morti e ha cercato di dare loro una sorta di seconda vita attraverso l’attenzione, la cura, l’affetto. In un certo modo si vuole conservare la loro esperienza di vita; e, paradossalmente, come essi hanno vissuto, che cosa hanno amato, che cosa hanno temuto, che cosa hanno sperato e che cosa hanno detestato, noi lo scopriamo proprio dalle tombe, davanti alle quali si affollano ricordi. Esse sono quasi uno specchio del loro mondo. Perché è così? Perché, nonostante la morte sia spesso un tema quasi proibito nella nostra società, e vi sia il tentativo continuo di levare dalla nostra mente il solo pensiero della morte, essa riguarda ciascuno di noi, riguarda l’uomo di ogni tempo e di ogni spazio. E davanti a questo mistero tutti, anche inconsciamente, cerchiamo qualcosa che ci inviti a sperare, un segnale che ci dia consolazione, che si apra qualche orizzonte, che offra ancora un futuro. La strada della morte, in realtà, è una via della speranza e percorrere i nostri cimiteri, come pure leggere le scritte sulle tombe è compiere un cammino segnato dalla speranza di eternità. Ma ci chiediamo: perché proviamo timore davanti alla morte? Perché l’umanità, in una sua larga parte, mai si è rassegnata a credere che al di là di essa non vi sia semplicemente il nulla? Direi che le risposte sono molteplici: abbiamo timore davanti alla morte perché abbiamo paura del nulla, di questo partire verso qualcosa che non conosciamo, che ci è ignoto. E allora c’è in noi un senso di rifiuto perché non possiamo accettare che tutto ciò che di bello e di grande è stato realizzato durante un’intera esistenza, venga improvvisamente cancellato, cada nell’abisso del nulla. Soprattutto noi sentiamo che l’amore richiama e chiede eternità e non è possibile accettare che esso venga distrutto dalla morte in un solo momento. Ancora, abbiamo timore davanti alla morte perché, quando ci troviamo verso la fine dell’esistenza, c’è la percezione che vi sia un giudizio sulle nostre azioni, su come abbiamo condotto la nostra vita, soprattutto su quei punti d’ombra che, con abilità, sappiamo spesso rimuovere o tentiamo di rimuovere dalla nostra coscienza. Direi che proprio la questione del giudizio è spesso sottesa alla cura dell’uomo di tutti i tempi per i defunti, all’attenzione verso le persone che sono state significative per lui e che non gli sono più accanto nel cammino della vita terrena. In un certo senso i gesti di affetto, di amore che circondano il defunto, sono un modo per proteggerlo nella convinzione che essi non rimangano senza effetto sul giudizio. Questo lo possiamo cogliere nella maggior parte delle culture che caratterizzano la storia dell’uomo. Oggi il mondo è diventato, almeno apparentemente, molto più razionale, o meglio, si è diffusa la tendenza a pensare che ogni realtà debba essere affrontata con i criteri della scienza sperimentale, e che anche alla grande questione della morte si debba rispondere non tanto con la fede, ma partendo da conoscenze sperimentabili, empiriche. Non ci si rende sufficientemente conto, però, che proprio in questo modo si è finiti per cadere in forme di spiritismo, nel tentativo di avere un qualche contatto con il mondo al di là della morte, quasi immaginando che vi sia una realtà che, alla fine, sarebbe una copia di quella presente. Cari amici, la solennità di tutti i Santi e la Commemorazione di tutti i fedeli defunti ci dicono che solamente chi può riconoscere una grande speranza nella morte, può anche vivere una vita a partire dalla speranza. Se noi riduciamo l’uomo esclusivamente alla sua dimensione orizzontale, a ciò che si può percepire empiricamente, la stessa vita perde il suo senso profondo. L’uomo ha bisogno di eternità ed ogni altra speranza per lui è troppo breve, è troppo limitata. L’uomo è spiegabile solamente se c’è un Amore che superi ogni isolamento, anche quello della morte, in una totalità che trascenda anche lo spazio e il tempo. L’uomo è spiegabile, trova il suo senso più profondo, solamente se c’è Dio. E noi sappiamo che Dio è uscito dalla sua lontananza e si è fatto vicino, è entrato nella nostra vita e ci dice: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me anche se muore vivrà; chiunque vive e crede in me non morirà in eterno» (Gv 11,25-26). Pensiamo un momento alla scena del Calvario e riascoltiamo le parole che Gesù, dall’alto della Croce, rivolge al malfattore crocifisso alla sua destra: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso» (Lc 23,43). Pensiamo ai due discepoli sulla strada di Emmaus, quando, dopo aver percorso un tratto di strada con Gesù Risorto, lo riconoscono e partono senza indugio verso Gerusalemme per annunciare la Risurrezione del Signore (cfr Lc 24,13-35). Alla mente ritornano con rinnovata chiarezza le parole del Maestro: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no non vi avrei mai detto: "Vado a prepararvi un posto"?» (Gv 14,1-2). Dio si è veramente mostrato, è diventato accessibile, ha tanto amato il mondo «da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna» (Gv 3,16), e nel supremo atto di amore della Croce, immergendosi nell’abisso della morte, l’ha vinta, è risorto ed ha aperto anche a noi le porte dell’eternità. Cristo ci sostiene attraverso la notte della morte che Egli stesso ha attraversato; è il Buon Pastore, alla cui guida ci si può affidare senza alcuna paura, poiché Egli conosce bene la strada, anche attraverso l’oscurità. Ogni domenica, recitando il Credo, noi riaffermiamo questa verità. E nel recarci ai cimiteri a pregare con affetto e con amore per i nostri defunti, siamo invitati, ancora una volta, a rinnovare con coraggio e con forza la nostra fede nella vita eterna, anzi a vivere con questa grande speranza e testimoniarla al mondo: dietro il presente non c’è il nulla. E proprio la fede nella vita eterna dà al cristiano il coraggio di amare ancora più intensamente questa nostra terra e di lavorare per costruirle un futuro, per darle una vera e sicura speranza. Grazie.
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Discorsi di Benedetto XVI durante alla chiusura del XXV Congresso Eucaristico Nazionale di Ancona
Dall'Omelia durante la Messa alla
Fincantieri: “...non c’e’ nulla
di autenticamente umano che non trovi
nell’Eucaristia la forma adeguata per
essere vissuto in pienezza: nutrirsi di
Cristo e’ la via per non restare
estranei o indifferenti alle sorti dei
fratelli, ma entrare nella stessa logica
di amore e di dono del sacrificio della
Croce; chi sa inginocchiarsi davanti
all’Eucaristia, chi riceve il corpo del
Signore non può non essere attento,
nella trama ordinaria dei giorni, alle
situazioni indegne dell’uomo, e sa
piegarsi in prima persona sul bisognoso,
sa spezzare il proprio pane con
l’affamato, condividere l’acqua con
l’assetato, rivestire chi e’ nudo,
visitare l’ammalato e il carcerato”.
Dunque, “una spiritualità eucaristica “e’ vero antidoto all’individualismo e all’egoismo che spesso caratterizzano la vita quotidiana, porta alla riscoperta della gratuità, della centralità delle relazioni, a partire dalla famiglia, con particolare attenzione a lenire le ferite di quelle disgregate”. “Una spiritualità eucaristica - ha continuato - ci aiuterà anche ad accostare le diverse forme di fragilità umana consapevoli che esse non offuscano il valore della persona, ma richiedono prossimità, accoglienza e aiuto”. “Dal Pane della vita - e’ stato l’auspicio di Joseph Ratzinger, colpito dalla straordinaria vitalità mostrata dalla Chiesa Italiana in questa grande kermesse che per otto giorni ha coinvolto (e invaso) cinque città delle Marche - trarrà vigore una rinnovata capacità educativa, attenta a testimoniare i valori fondamentali dell’esistenza, del sapere, del patrimonio spirituale e culturale; la sua vitalità ci farà abitare la città degli uomini con la disponibilità a spenderci nell’orizzonte del bene comune per la costruzione di una società più equa e fraterna”. “Cari amici - ha detto agli oltre 100 mila fedeli presenti - ripartiamo da questa terra marchigiana con la forza dell’Eucaristia in una costante osmosi tra il mistero che celebriamo e gli ambiti del nostro quotidiano”. “La vita quotidiana - e’ stato l’auspicio conclusivo del Papa - diventi dunque luogo del culto spirituale, per vivere in tutte le circostanze il primato di Dio”. [leggi l'omelia integrale]
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Dall'incontro con le Famiglie ed i Sacerdoti a San Ciriaco:
“Rendete protagonista la
famiglia
nell’azione pastorale”. E’ questo il
messaggio che, quasi al termine del suo
viaggio ad Ancona, Benedetto XVI ha
voluto affidare oggi alla Chiesa
Italiana, che ha affrontato il tema
della crisi della famiglia.
L’esortazione del Papa e’ stata quello
di non lasciare sole le famiglie.
“Incoraggiate i coniugi, condividetene -
ha chiesto nella cattedrale di San
Ciriaco gremita - le responsabilità
educative, aiutateli a rinnovare
continuamente la grazia del loro
matrimonio. Siate accoglienti e
misericordiosi, anche con quanti fanno
più fatica ad adempiere gli impegni
assunti con il vincolo matrimoniale e
con quanti, purtroppo, vi sono venuti
meno”. La
famiglia è “bene insostituibile
per i figli,
fondamento indispensabile della
società”, per la Chiesa cattolica, ha
continuato il Pontefice. Missione della
famiglia, ha detto Benedetto XVI, è
quella di “testimoniare e rendere
presente” l’amore di Cristo per
l’umanità “a servizio della comunità,
per l`edificazione del Popolo di Dio".
"Questa prospettiva - ha proseguito il Papa - consente anzitutto di superare una visione riduttiva della famiglia, che la considera come mera destinataria dell'azione pastorale. E’ vero che, in questa stagione difficile, essa necessita di particolari attenzioni. Non per questo, però, ne va sminuita l`identità e mortificata la specifica responsabilità. La famiglia - ha detto il Papa - è ricchezza per gli sposi, bene insostituibile per i figli, fondamento indispensabile della società, comunità vitale per il cammino della Chiesa”. Il Papa invita i sacerdoti ad accogliere “quanti fanno più fatica ad adempiere gli impegni assunti con il vincolo matrimoniale e con quanti, purtroppo, vi sono venuti meno”. “Incoraggiate i coniugi, condividetene le responsabilità educative, aiutateli a rinnovare continuamente la grazia del loro matrimonio”, ha detto Benedetto XVI rivolgendosi ai preti. “Rendete protagonista la famiglia nell`azione pastorale. Siate accoglienti e misericordiosi, anche con quanti fanno più fatica ad adempiere gli impegni assunti con il vincolo matrimoniale e con quanti, purtroppo, vi sono venuti meno”. “Amate i vostri sacerdoti, esprimete loro l`apprezzamento per il generoso servizio che svolgono. Sappiate sopportarne anche i limiti, senza mai rinunciare a chiedere loro che siano fra voi ministri esemplari che vi parlano di Dio e che vi conducono a lui”. Rivolgendosi direttamente ai preti il Papa ha detto: “Siate, per quanti sono affidati alla vostra responsabilità, segno della benevolenza e della tenerezza di Gesù: in lui si rende visibile come il Dio che ama la vita non è estraneo o lontano dalle vicende umane, ma è l`amico che mai abbandona. E nei momenti in cui si insinuasse la tentazione che ogni impegno educativo sia vano, attingete dall`eucaristia la luce per rafforzare la fede, sicuri che la grazia e la potenza di Gesù Cristo possono raggiungere l`uomo in ogni situazione, anche la più difficile”. [leggi il discorso integrale]
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Dall'incontro con i Fidanzati in Piazza del Plebiscito:
‘’La diffidenza nei
confronti
dell’istituto
matrimoniale, prolunga
il tempo del
fidanzamento che non e’
più ‘noviziato’ alla
vocazione sponsale ma
tempo fruito come
esperienza a due’’.
Così il vescovo di
Ancona, mons. Edoardo
Menichelli nell’aprire
l’incontro tra il papa e
i fidanzati questo
pomeriggio ad Ancona.
‘’Il tempo del
fidanzamento - ha
affermato - e’ carico di
timori, di incertezze e
i giovani fidanzati si
sentono soli
nell’attraversare le
varie tappe del loro
cammino’’. E ‘’in questo
itinerario, la
tentazione di chiudersi
e di isolarsi, li porta
a volte a non chiedere
aiuto e ad affidarsi
solo alla propria
esperienza.
"Sappiamo quanto pressioni esterne e fragilità interiori spingono i nostri giovani - ha detto il vescovo - a orientarsi verso esperienze di prova, limitate nel tempo o semplicemente ridotte a un fatto privato. Molte coppie che si presentano nelle nostre parrocchie per chiedere di poter celebrare il matrimonio religioso già convivono da molto tempo ed alcune hanno già dei figli. Le pressioni esterne alle quali si accennava, fanno leva sulla paura di instaurare relazioni stabili, sulle particolari condizioni economiche (spesso precarie e incerte), sui legami con le famiglie di origine che condizionano la libertà delle loro scelte’’. Non e’ sperimentando in anticipo i rapporti sessuali e la vita insieme che i fidanzati si garantiscono un matrimonio felice. “Non pensate - ha detto il Papa a 500 giovani coppie di futuri sposi riunite in piazza Plebiscito - secondo una mentalità diffusa, che la convivenza sia garanzia per il futuro”. “Bruciare le tappe - invece - finisce per ‘bruciare’ l’amore, che invece ha bisogno di rispettare i tempi e la gradualità nelle espressioni”. Il Papa critica la “apparente esaltazione del corpo, che in realtà banalizza la sessualità” della cultura odierna. Partendo dall’episodio evangelico delle nozze di Cana, Benedetto XVI ha descritto la società attuale utilizzando la metafora della tavola “imbandita di tante cose prelibate” alla quale, però, manca il “vino della festa”. “Appartiene a una cultura priva del vino della festa - ha detto il Papa - l`apparente esaltazione del corpo, che in realtà banalizza la sessualità e tende a farla vivere al di fuori di un contesto di comunione di vita e d`amore”. “Manca il vino della festa - ha detto inoltre Benedetto XVI - anche a una cultura che tende a prescindere da chiari criteri morali: nel disorientamento, ciascuno è spinto a muoversi in maniera individuale e autonoma, spesso nel solo perimetro del presente. La frammentazione del tessuto comunitario si riflette in un relativismo che intacca i valori essenziali; la consonanza di sensazioni, di stati d`animo e di emozioni sembra più importante della condivisione di un progetto di vita. Anche le scelte di fondo allora diventano fragili, esposte ad una perenne revocabilità, che spesso viene ritenuta espressione di libertà, mentre ne segnala piuttosto la carenza”. [leggi il discorso integrale]
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![]() BEATIFICAZIONE DI PAPA WOJTYLA [Giovanni Paolo II Cagliari - Domenica, 20 ottobre 1985]
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![]()
"Ora,
grazie al Risorto, vale in modo definitivo che la
ragione è più
forte dell’irrazionalità, la verità
più forte della menzogna, l’amore
più forte della morte. Celebriamo il primo giorno, perché sappiamo che
la linea oscura che attraversa la creazione non rimane per sempre. Lo
celebriamo, perché sappiamo che ora vale definitivamente ciò che è detto
alla fine del racconto della creazione: 'Dio vide quanto aveva fatto, ed
ecco, era cosa molto buona' (Gen 1,31)".
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EDUCARE ALLA VITA BUONA DEL VANGELO Orientamenti pastorali dell'Episcopato italiano per il decennio 2010-2020 scarica il documento della CEI guarda il servizio
televisivo!!!
Card.
Bagnasco - Omelia Solennità Festa Madonna della Guardia
29 agosto 2010 |
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L'obiettivo principale rimane quello di non ferire mai la persona che riceve del bene, di non farlo sentire a disagio. Così nella preghiera. Essa deve essere fiduciosa, costante, ma concreta. Il Signore conosce i nostri bisogni ed è pronto ad aiutarci. Occorre solo metterci nella disposizione di attendere tutto da Lui come grazia e di mettere in conto che potrebbe non concederci immediatamente quanto richiesto in vista di un bene maggiore. [Nicola Gori - tratto da "La Domenica 9 marzo 2011] |
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Domenica 28 novembre 2010, prima domenica di avvento, la Santa Messa dalla cattedrale di San Ciriaco presieduta da mons. Edoardo Menichelli verrà trasmessa su Rai Uno alle ore 11. Con tale celebrazione si dà ufficialmente inizio al cammino della Chiesa italiana verso il XXV Congresso Eucaristico Nazionale che si svolgerà ad Ancona dal 3 all'11 settembre 2011. |
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La nostra parrocchia è da decenni devota alla Madonna di Fatima. Approfittiamo della ricorrenza per la riscoperta del Rosario
Fu un papa domenicano, S. Pio V, il primo
a incoraggiare e a raccomandare ufficialmente la recita del Rosario, che
in breve tempo divenne la preghiera popolare per eccellenza, una specie
di "breviario del popolo", da
recitarsi la sera, in famiglia, poiché si presta benissimo a dare un
orientamento spirituale alla liturgia familiare. LA PROCESSIONE sarà ALLE ORE 18 |
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per permettere lo svoglimento del GrEst il parcheggio dietro l'oratorio !!! RIMARRA' CHIUSO !!! da lunedì 30 al 4 settembre |
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Domenica 6 giugno - CORPUS DOMINI
L’Eucaristia sarà seguita dalla Processione per alcune
vie del nostro paese. Ma quale ne è il significato?
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VITA DA PARROCO “Beato chi non si scandalizza di me” (Mt 11,6)
Se il Parroco ha un volto gioviale, è ingenuo Se è pensoso, è un eterno insoddisfatto. Se è bello, “perché non si è sposato?” Se è brutto, “nessuno l’ha voluto!” Se va all’osteria, è un beone Se sta in casa, è un asceta sdegnoso Se va in “borghese”, è un uomo di mondo Se veste la “tonaca”, è un conservatore Se parla con i ricchi, è un capitalista Se sta con i poveri, è un comunista Se è grasso, non si lascia mancare niente Se è magro, è un avaro Se cita il Concilio, è un prete moderno Se parla di “catechismo”, è un tridentino Se il Parroco predica a lungo, è noioso |
Se alla predica alza la voce, grida Se parla normale, non si capisce niente Se possiede una macchina, è mondano Se non la si possiede, non segue il tempo Se visita i parrocchiani, ficca il naso nelle loro cose Se sta in canonica, non va a visitare i suoi parrocchiani. Se chiede delle offerte, è avido di denaro Se non organizza delle feste, la parrocchia è morta Se trattiene i penitenti a lungo in confessionale, dà scandalo o è noioso Se nel confessionale è svelto, non ascolta i penitenti Se comincia puntualmente la Messa, il suo orologio va avanti Se comincia un tantino in ritardo, fa perder tempo a tutti. Se fa restaurare la chiesa, fa spreco di denaro Se è giovane, è senza esperienza Se è vecchio, è ora che se ne vada in pensione E… se va altrove, in missione o muore, chi lo potrà sostituire?
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LA VOLPE Una volpe, guardando la sua ombra al sorgere del sole, disse: <<Oggi, a pranzo, mangerò un cammello>>. E trascorse l’intera mattinata alla ricerca di un cammello. Ma a mezzogiorno vide nuovamente la sua ombra e disse: <<Un topo mi basterà>>.
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Messa Zonale MESE DI MAGGIO
lunedì 3 maggio via Baiana presso casa Terrè lunedì 10 maggio via della Caccia presso Casa Simonetti lunedì 17 maggio via San Giovanni presso casa Giamagli lunedì 24 maggio via Brodolini presso casa Piersantelli lunedì 31 maggio via del Vaio presso casa Moretti
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BENEDIZIONE DELLE CASE (nel pomeriggio dalle 15 alle 18:30 e non in caso di pioggia)
10 maggio: Via San Vincenzo
11 maggio: Via Mucciolina
12 maggio: Via Baiana
13 maggio: Via dell'Industria
14 maggio: Via dell'Industria
Le altre vie verranno programmate settimana per settimana, alla Domenica avviseremo le vie che visiteremo ogni settimana.
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13 Maggio Festa Madonna di Fatima
Signora
Nostra [Benedetto XVI a Fatima il 13/05/10]
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sabato 8 maggio Prima Confessione Catechisti: FedericaF, GiadaD, NicolaP, SofiaS, ValentinaM, ClaudiaM AlessiaP, AmbraP, AndreaF, AsiaC, AsiaP, ChiaraM, ChiaraR, Daniel, DavideM, DavideS, DiegoS, EliaF, Filippo, FilippoG, FrancescaP, GenjferS, GiorgiaF, GiorgiaM, GiuliaT, GioeleC, LorenzoG, MariaI, MarialunaP, MaryC, NicolaR, NicolasF, NoemiC, NoemiF, NoemiP, PamelaM, Paolo, RacheleM, SamueleB, SamueleT, SimoneD, SaraF, VeronicaC
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VITA DI SANTA TERESA DEL BAMBIN GESU’ Dal giornale diocesano “PRESENZA” febbraio 2010
La piccola urna con i resti di Teresa di Lisieux , le reliquie della giovanissima Carmelitana morta oltre cento anni fa, proclamata Dottore della Chiesa nel 1997 da Giovanni Paolo II, sarà per quattro giorni in Ancona. Ancora una volta il nostro bel “ Bel San Ciriaco”, arrampicato sul Guasco, ospiterà un evento particolare, uno dei tanti che si perdono nella notte dei tempi di questa nostra storia millenaria. Sarà un evento intensamente spirituale e il nostro mare farà da cornice come un abbraccio tenerissimo portato da sempre a queste sponde. Teresa doveva essere minuta….Ce n’è una di lei, bambina di pochi anni, che resta nella memoria. Teresa è molto bella, ma anche sorride furbamente, come quei bambini che come ti distrai ne combinano una, certi però d’essere sempre riabbracciati. “No, io non muoio, entro nella vita”, sono state le sue ultime parole, e in quei giorni di pellegrinaggio su nella millenaria Cattedrale ci sarà tutto il tempo e il silenzio, per risentirle echeggiare. Si c’è questo bisogno, profondamente umano, di toccare con le nostre mani. Teresa affronta il nodo del cristiano di oggi, la fede nella quotidianità, nella vita semplice di tutti i giorni. Non so se Ancona si accorgerà del suo passaggio. Ma non è importante; i santi passano e seminano, lasciano tracce che si vedranno dopo. Teresa ci insegna la semplicità, e papa Giovanni Paolo II nel nominarla Dottore della Chiesa ha voluto dare un segno ai nostri tempi “La prima grazia, è già nell’arrivare a domandarla. E’ già nel riconoscersi bisognosi di chiederla”. E’ comprensibile ancora, questa ragazza di cent’anni fa? E’ fortemente comprensibile per i giovani, proprio per la sua semplicità, per la sua logica schietta e stringente. Innamorarsi di Teresa del Bambin Gesù. Come? Forse alla fine comprendere che come siamo abituati, con tutto questo analizzare, indagare, sottilizzare puoi anche rischiare di non capire niente. E se anche capisci, non è detto che questo ti guarisca….. Con Teresa si può comprendere la bellezza dell’abbandono a Dio, come di un bambino. |
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Programma del Tempo di Natale 15 dicembre: Inizio Novena 24 dicembre: S. Messa Natale ore 24:00 25 dicembre: Cristo si fa uomo per salvarci, accostiamoci a Lui mediante i sacramenti ed un maggior impegno di vita cristiana 26 dicembre: Sante Messe secondo l'orario festivo 31 dicembre: "Te Deum di Ringraziamento" ore 18:30
Invitiamo i ragazzi a mantenere viva la tradizione del presepe in famiglia, servirà molto a ricordarci il Mistero dell’Incarnazione, Dio con Noi!
Durante le imminenti feste natalizie cerchiamo di fare qualche piccola rinuncia; evitiamo almeno gli sprechi, ricordandoci di chi ha meno di noi: sono veramente tanti quelli meno fortunati di noi. |
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Festa della Famiglia 20° Anniversario degli Anniversari di Matrimonio... ...non è come può sembrare un gioco di parole, ma è quanto si è celebrato l'8 dicembre scorso presso la nostra chiesa parrocchiale. Tutto, infatti, è iniziato nel "lontano" 1989 grazie a Maria Angela Ceccati che, da allora, ogni anno organizza questo momento di riflessione (e di festa) sulla "Promessa di Matrimonio". Tale riflessione è benefica sotto tantissimi punti di vista dai quali potrebbero esserne desunti due: per le coppie stesse: quelle più giovani possono "toccare con mano" l'esperienza di quelle di più lungo corso e quest'ultime possono sentirsi ancor una volta in più utili (magari anche con un più che meritato pizzico d'orgoglio) per coloro che hanno intrapreso la loro stessa strada; per tutti i partecipanti a questa festa, i quali hanno l'esempio di cosa sia un legame più forte del tempo, soprattutto in una società come quella odierna, in cui spesso in nome della libertà della propria persona si rompono facilmente i legami con le altre persone. Così, il "giogo" (dal latino jugum da cui cum-jugum e quindi coniuge) soave come quello tra due sposi, che a fronte di qualche sacrificio, dà la gioia della realizzazione e della procreazione, viene spesso preso con superficialità per la miope ricerca del proprio benessere e non quello della coppia. E questo è tanto più frequente quanto più questo rapporto non è vissuto alla luce della fede. Riunire, quindi, coppie (questo dicembre ne erano 29) con 5, 10, 15 anni di "anzianità" con quelle di 40, 50 o 55 permette ogni anno di dare una profonda testimonianza alla nostra comunità parrocchiale. I coniugi presenti erano: |
Nozze di Legno: 5 anni Possanzini Moris e Monica Trombettoni Roberto e Tania Nozze di Stagno: 10 anni Busilacchi Claudio e Tania Cecchini Mirco e Barbara Manara Emanuele e Silena Petrucci Francesco e Pamela Nozze di Cristallo: 15 anni Pacetti Gianni e Tizia Nozze di Porcellana: 20 anni Santini Giovanni e Serenella Nozze d’Argento: 25 anni Mainardi Piero e Maria Novella Lombardi Giancarlo e Rita Pesaresi Doriano e Isabella Nozze di Perla: 30 anni Giacomini Paolo e Rita Traversi Fausto e Adriana |
Nozze di Corallo: 35 anni Cartuccia Enrico e Fiorisa Luconi Aldemiro e Graziella Moretti Pietro e Maria Traversi Aldo e Sandrina Nozze di Rubino: 40 anni Borsini Leonello e Rita Pietroselli Valerio e Patrizia Nozze di Zaffiro: 45 anni Lucchetti Aldo ed Enrica Natalini Antonio e Rita Sabatinelli Cesino e Dina Nozze d’Oro: 50 anni Ferro Armando ed Assunta Marconi Angelo e Teresa Paolella Dario e Alessandra Rosi Giancarlo e Gabriella Nozze di Smeraldo: 55 anni Moroni Celso e Maria Pucci Nazareno e Rina |
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Quest'anno, una felice coincidenza ha fatto sì che 3 coppie festeggiassero il loro anniversario insieme ai propri figli che a loro volta festeggiavano il proprio. Da menzionare, inoltre, che il ricordino dato dalla Parrocchia ad ogni coppia (oltre al bouquet ad ogni sposa) è stato un quadretto raffigurante la Madonna di Loreto Protettrice delle coppie con una speciale preghiera d'intercessione che è stata letta a fine Messa. |
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Giovedì 3 dicembre dalle 18 presso la nostra parrocchia c'è stato l'incontro diocesano per i giovanissimi/ adolescenti a Polverigi che avrà per tema l'ADORAZIONE EUCARISTICA in preparazione al Congresso Eucaristico Nazionale del 2011 che si terrà presso la nostra diocesi! La preghiera è stata condotta dai responsabili della diocesi, mentre l'animazione è stata curata dagli animatori del nostro oratorio!
catechesi indovinelli la ricerca puzzle1 e puzzle 2 L'Arcivescovo Edoardo ha sottolineato quattro punti focali: - l'aspetto spirituale, perché il Congresso Eucaristico è un atto di fede nell'Eucarestia; - quello ecclesiale, perché è un evento di comunione per tutta la Chiesa italiana; - quello sociale, perché l'Eucarestia, attuazione dell'amore di Dio verso gli uomini, guarda la società; - quello culturale, perché occasione di riflessione teologico-pastorale sui temi del vivere umano. |
VEGLIA MISSIONARIA Il sabato 21 novembre nella Cattedrale di San Ciriaco alle 21 ci sarà la veglia missionaria presieduta dall'Arcivescovo mons Edoardo Menichelli e con la partecipazione del Coro Diocesano, Coro del Laboratorio Liturgico Musicale del Gen Verde, e Cori della Metropoli (Loreto, Jesi, Senigallia e Fabriano). |
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Da "Presenza"
Un
laboratorio liturgico-musicale con il Gen Verde
"occasione entusiasmante per preparare ed eseguire della
musica lavorando con chi |
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SETTIMANA EUCARISTICA DAL 9 AL 14 NOVEMBRETURNI PER L'ADORAZIONE EUCARISTICA
Venerdì 13 Novembre 2009
Dalle ore 17.30 alle ore 24.00
DALLE ORE 17.30 ALLE ORE 18.30 IL GRUPPO DEL ROSARIO DALLE ORE 20.00 ALLE ORE 21.00 IL GRUPPO DEI CATECHISTI DALLE ORE 21.00 ALLE ORE 22.00 IL GRUPPO GIOVANI FAMIGLIE DALLE ORE 22.00 ALLE ORE 23.00 IL GRUPPO DELL'ORATORIO + IL GRUPPO DELL'UNITALSI DALLE ORE 23.00 ALLE ORE 24.00 IL GRUPPO DI AZIONE CATTOLICA
Sabato 14 Novembre 2009
Dalle 16.00 II Elementare con la catechista Cinzia Dalle 16.15 III Elementare con la catechista Federica Dalle 16.30 IV Elementare con la catechista Bruna Dalle 16.45 V Elementare con la catechista Teresa Dalle 17.00 I Media con la catechista Ilaria Dalle 17.15 II Media con la catechista Orietta Giovedì 12 novembre dalle 15.00 III Media con la catechista Gabriella
TI RINGRAZIO SIGNORE Ai tempi di San Tommaso i sacerdoti non erano soliti celebrare la messa tutti i giorni, eppure quando non era impedito da una malattia, celebrava ogni giorno, e poi ascoltava, quasi come ringraziamento, la messa di qualche suo confratello. Si racconta che poi spesso si commovesse fino alle lacrime, e talvolta non riusciva neppure a proseguire la celebrazione. Ti ringrazio, o Signore santo, Padre onnipotente, eterno Dio, che, non certo per i miei meriti, ma per solo effetto della tua misericordia, ti sei degnato di saziare, col prezioso Corpo e col Sangue del Figlio tuo, il nostro Signore Gesù, me peccatore, indegno tuo servo. Ti prego che questa santa comunione non sia per me un reato degno di pena, ma valida intercessione per ottenere il perdono. Sia essa per me armatura di fede e scudo di buona volontà. Sia liberazione dei miei vizi, sterminio della concupiscenza e della passione, aumento di carità, di pazienza, di umiltà, di obbedienza, di tutte le virtù; sicura difesa contro le insidie dei miei nemici tanto visibili quanto invisibili, assoluta tranquillità delle passioni carnali e spirituali, perfetto abbandono in te, unico e vero Dio, felice compimento del mio fine. Ti prego affinché ti degni di condurre me peccatore a quell'ineffabile convito dove tu col Figlio tuo e con lo Spirito Santo sei luce vera ai santi tuoi, sazietà piena, gaudio eterno, gioia completa, felicità perfetta. Amen. San Tommaso d'Aquino |
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Dal Bollettino Il Mondo (Anna) Per la strada ho incontrato un ragazzo cieco Mi son fermato a guardarlo e lui, come se potesse vedermi, mi si è avvicinato, mi ha sfiorato il viso con la mano. Mi ha chiesto com'è il sole, ed io gli ho fatto sentire il suo calore. Mi ha chiesto com'è la luna, ed io gliel'ho descritta. Mi ha chiesto com'è il mondo, ed io, piangendo, gliel'ho inventato. |
Parrocchiale di novembre 2009 Ho dipinto la Pace (Tali Sorex, 13 anni israeliana) Avevo una scatola di colori brillanti e vivi; avevo una scatola di colori, alcuni caldi, altri molto freddi. Non avevo il rosso per il sangue dei feriti; non avevo il nero per il pianto degli orfani; non avevo il bianco per le mani ed i volti dei morti; non avevo il giallo per le sabbie ardenti dell'odio. Ma avevo l'arancio per la gioia della vita, ed il verde per i germogli ed i nidi, ed il celeste per i chiari cieli splendenti, ed il rosa per il sogni ed il riposo. Allora mi son seduta ed ho dipinto la pace. |
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OTTAVARIO DEI MORTI La settimana dedicata alla commemorazione dei defunti sarà arricchita dalla celebrazione delle S. Messe delle 18:30 da parte di un missionario Saveriano.
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Programma
Tutti giorni Rosario e S. Messa alle ore 18:30
Domenica 18 ottobre 2009 9:00 Santa Cresima 11:00 S. Messa 18:00 Solenne Processione per le vie del paese 19:00 S. Messa
il paese verrà illuminato e presterà servizio il corpo bandistico di Polverigi
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Festa della Madonna di Fatima dal 12 al 18 ottobre
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